"Fanciulla Poems"

Umberto Saba


 

Fanciulle

Maria ti guarda con gli occhi un poco
come Venere loschi
Cielo par che s'infoschi
quello sguardo, il suo accento è quasi roco.

Non è bella, né in donna ha quei gentili
atti, cari agli umani;
belle ha solo le mani,
mani da baci, mani signorili.

Dove veste, sue vesti son richiami
per il maschio, un'asprezza
strana di tinte. È mezza
bambina e mezza bestia. Eppure l'ami.

Sai ch'è ladra e bugiarda, una nemica
dei tuoi intimi pregi;
ma quanto più la spregi

più la vorresti alle tue voglie amica.

 

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La mia fanciulla


La mia fanciulla snella e polposetta
è come un arboscello con le poma:
una ne mangi ed un'altra t'alletta.

La mia piccola cara è una bambina.
Teme, se tardi rincasa, legnate
suo castigo di quando era piccina

E quando fa quella proibita cosa
si volge, e manda sospettose occhiate,
per veder se la mamma è là nascosa.

La mia piccola cara è troppo audace.
Mette la testa con la grande chioma
fra le mani, e mi guarda a lungo e tace

 

http://www.poetare.it/figli.html

 

La Fanciulla

Chi vede te vede una primavera,
uno strano arboscello, che non reca fiori, ma frutta.
Un giorno ti tagliavano i capelli.
Stavi, fra il tuo carnefice e la mamma, stavi ritta e proterva;
quasi un aspro garzon sotto la verga,
a cui le guance ira e vergogna infiamma,
luccicavano appena i tuoi grandi occhi;
e credo ti tremassero i ginocchi
dalla pena che avevi.
Poi con quale fierezza raccoglievi
Quel tesoro perduto,
quel magnifico tuo bene caduto,
i tuoi lunghi capelli.
Io ti porsi uno specchio. Entro la bruna
Chioma vi tondeggiava il tuo bel volto
Come un polposo frutto:

http://www.fastlink.it/vivaldi/vaglica/la_fanciulla.htm

 

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